Alopecia ereditaria o alopecia androgenetica
Si ritiene che l’alopecia androgenetica sia legata a fattori ormonali. Non è però una patologia di genere in quanto ne possono soffrire facilmente anche le donne. La alopecia androgenetica tende ad aumentare con l’avanzare dell’età: se verso i 30 anni il problema riguarda una percentuale di persone inferiore al 30%, sale repentinamente al 50% compiuto il cinquantesimo anno di età per balzare addirittura all’80% al raggiungimento dei settanta anni.
Varie ricerche scientifiche dimostrano come l’alopecia androgenetica interessa la quasi totalità dei soggetti maschili di origine caucasica e circa la metà delle donne. L’alopecia androgenetica è anche conosciuta al grande pubblico come calvizie comune.
Per quanto riguarda il genere femminile la caduta dei capelli è un fenomeno comune dopo la menopausa, anche se recentemente si sono verificati casi di alopecia androgenetica anche nelle donne giovani. L’esordio precoce è riservato alle forme gravi e si può verificare anche verso i 14/15 anni nelle ragazze e verso i 18 anni nei maschi. In questi casi la perdita dei capelli arrivati a 25 anni è di notevole intensità. Non bisogna però disperare perché anche in questi casi non è incurabile e spesso l’autotrapianto riesce a sanare totalmente anche le situazioni più serie.
Tra le varie ipotesi quella ritenuta più plausibile è che l’alopecia sia un messaggio genetico che necessita della presenza di ormoni androgeni. L’infoltimento capelli non chirurgico con il metodo HairAid o le cure cosmetiche topiche con prodotti adeguati (come la Linea HAIRPLUS – Prodotti stimolanti per la cute dei capelli ad esempio) sono le i rimedi più efficaci.



